Massimiliano Giometti, responsabile programmazione Giometti Cinema, parla dei film evento come occasione unica e speciale per l’esercizio cinematografico, ponendo l’accento sull’importanza di una strategia di comunicazione mirata anche a livello locale.

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Che cos’è un film evento? E perché inserirlo nella programmazione di una sala?

È una proposta di durata limitata che va colta in un momento specifico. L’evento rappresenta un’occasione speciale, unica, con un valore esclusivo. Mi riferisco ai documentari musicali, sportivi (es. differite o dirette da concerti, stadi), biografici, tematici, artistici – dedicati a mostre, personaggi, balletti, teatro, opere liriche – anche in lingua originale.

L’evento arricchisce la programmazione ordinaria e standard di un multisala, attirando ulteriori fasce “vocazionali” che a km 0 possono collegarsi con il resto del mondo.

Il costo del biglietto, più alto rispetto a  quello delle altre proiezioni, è un ostacolo? Qual è la risposta del pubblico?

Proprio perché trattasi di un evento vi è giustificazione al prezzo, che include i costi dei collegamenti, la produzione e l’internazionalità. Noi agevoliamo gli spettatori attivando convenzioni con associazioni, università, scuole, circoli, comitati organizzati. Inoltre arricchiamo la serata con benefit tangibili ed aggreganti, come buffet degustativi offerti al pubblico prima della proiezione o durante gli intervalli. Il tutto con grande rispetto delle esigenze e dei desideri degli utenti, che devono “sentire” familiare, accogliente e ospitale lo spazio del multiplex, troppo spesso inteso come non-luogo.

L’impegno profuso e il calore che trasmettiamo agli spettatori trovano riscontro in una partecipazione mai deludente, anzi a volte stupefacente: ci sono state serate in cui Riccione, con poco più di 30.000 abitanti, ha registrato record regionali.

Che peso hanno i film evento sul fatturato di una sala cinematografica?

A Riccione ormai il 60% del fatturato infrasettimanale è garantito dai contenuti alternativi che, al di là dei numeri, allargano i target e abituano il pubblico a frequentare lo spazio del multisala. Lì gli spettatori vengono attratti da ulteriori stimoli ed opportunità e questo li incentiva a tornare anche dopo il biglietto staccato per l’evento.

Come viene “gestito” il film evento dall’esercente? Dal punto di vista della comunicazione, qual è la strategia?

Il prodotto evento gode di una forte spinta promozionale nazionale sui media tradizionali e sui social, che noi decliniamo anche in ambito locale con gli stessi strumenti: proiezione dei trailer, affissioni stradali, distribuzione di materiali cartacei in luoghi congrui e invio di newsletter a community specifiche, alle quali vengono riservati anche dei benefit (informazioni per accesso anticipato in sala, scontistica immediata sull’evento o su serate successive etc.).

I film evento possono essere uno strumento utile per favorire la destagionalizzazione?

In Italia l’anomalia della sala che “chiude per ferie ” a fine maggio è uno degli argomenti all’ordine del giorno. Va quindi ancora una volta affrontato in modo complessivo il tema destagionalizzazione, che può essere contrastato con uscite “forti” che richiamano l’attenzione sulla sala, come il prossimo concerto in diretta di Vasco.

In tema di programmazione di film evento, l’Italia come si posiziona rispetto agli altri Paesi europei? Ci sono molte differenze?

Le differenze riguardano soprattutto il prezzo dei biglietti, ma noi ci sentiamo degna parte dell’universo Europa, accogliendo ogni anno tutte le novità e le suggestioni. Nel 2016, ad esempio, abbiamo organizzato serate rivolte a pubblici colti e mirati inserendo nella programmazione opere teatrali in lingua inglese.

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